Cristiano Cividini partecipa con Ircolando B al Campionato del Mondo FEI di Attacchi singoli, in programma dall’1 al 6 settembre 2026 a München-Riem, Monaco di Baviera. Il driver azzurro ricopre anche il ruolo di capo équipe dell’Italia, completata da Antonio Rigamonti ed Enrico Tortella.
Dopo il grave infortunio alla spalla e un’estate trascorsa fra cure e riabilitazione, “Titi” torna alle redini di Ircolando B per il Campionato del Mondo di Attacchi singoli. A Monaco sarà atleta e capo équipe dell’Italia: «Essere qui è il mio modo di ringraziare chi mi ha aiutato».
Per Cristiano Cividini, esserci ha già il valore di un risultato.
Il Campionato del Mondo di Attacchi singoli, in programma dall’1 al 6 settembre nell’impianto olimpico di München-Riem, arriva infatti al termine di un’estate dedicata al recupero da un grave infortunio, con la partecipazione rimasta a lungo in dubbio.
“Titi”, come lo chiamano gli amici, sarà uno dei tre driver chiamati a rappresentare l’Italia insieme ad Antonio Rigamonti ed Enrico Tortella.
Affronterà la trasferta tedesca con una doppia responsabilità: quella di atleta e quella di capo équipe della spedizione azzurra, come confermato nelle iscrizioni nominative diffuse dalla Fise.
Nel suo curriculum spicca la medaglia di bronzo individuale conquistata con Tango al Mondiale dei Pratoni del Vivaro nel 2010. Questa volta, però, al centro del racconto non c’è ancora il risultato: c’è la strada percorsa per riuscire a tornare a cassetta.
Davanti a lui ci sarà Ircolando B, per tutti “Nando”, castrone KWPN del 2013 con il quale Cividini ha già partecipato al Mondiale di Le Pin au Haras nel 2024.
Un cavallo arrivato agli Attacchi dopo una carriera svolta esclusivamente a sella e con il quale il driver azzurro ha costruito, passo dopo passo, esperienza e intesa.
Il Mondiale comincia oggi, 1° settembre; dopo l’ispezione dei cavalli e la cerimonia di apertura, il programma sportivo prevede il Dressage giovedì 3 e venerdì 4, la Maratona sabato 5 e la prova dei Coni domenica 6 settembre. Il teatro della sfida sarà l’Olympia-Reitanlage di München-Riem, come indicato nel calendario ufficiale FEI.
Cristiano Cividini: «A Monaco grazie a chi non mi ha lasciato solo»
Cividini, arrivare a questo Mondiale non era affatto scontato. Che cosa significa per lei essere a Monaco?
«Significa moltissimo, perché la mia partecipazione è rimasta in dubbio fino a poco tempo fa. La scelta di venire è stata soprattutto un modo per ringraziare le persone che mi hanno curato e aiutato durante questi mesi. Se oggi siamo qui, è grazie al lavoro e alla disponibilità di tante persone».
La sua stagione era cominciata con programmi molto diversi. Che cosa è successo?
«Avevamo impostato una stagione ambiziosa, ma prima sono state annullate alcune gare e poi, a maggio, è arrivato l’infortunio di Verolanuova. Ho riportato una grave lesione alla spalla sinistra, che ha richiesto un intervento e un periodo di recupero piuttosto lungo. A quel punto la possibilità di partecipare al Mondiale è diventata molto incerta».
Mentre lei affrontava l’intervento e la riabilitazione, come è proseguito il lavoro di Ircolando B?
«Durante il periodo in cui non potevo guidare la mia storica collaboratrice Laura Bortolato ha continuato a lavorarlo a sella. È stato un contributo fondamentale, perché ha permesso a Nando di mantenere una continuità nella preparazione mentre io mi dedicavo alle cure e cercavo di recuperare».
Quando ha potuto tornare alla guida?
«Ho ricevuto il via libera dai medici nei primi giorni di agosto. Soltanto allora ho potuto riprendere in mano le redini, ma anche il ritorno non è stato lineare: si è presentata un’ulteriore complicazione che ha rallentato ancora la preparazione. Abbiamo dovuto adattare il lavoro, procedere con attenzione e rivedere necessariamente le aspettative».
Ircolando B, o più semplicemente Nando, che cavallo è?
«È un castrone KWPN del 2013 ed è nelle mie scuderie da circa due anni e mezzo. Prima di arrivare agli Attacchi aveva lavorato esclusivamente a sella. È un cavallo particolare, con il quale è stato necessario costruire progressivamente intesa ed esperienza. Abbiamo già partecipato insieme al Mondiale di Le Pin au Haras nel 2024 e ormai conosciamo meglio i nostri punti di forza».
Quali sono state le sensazioni nelle ultime prove prima della partenza?
«Le sensazioni sono state positive. Nando ha risposto bene e questo ci ha permesso di arrivare qui con maggiore fiducia. Naturalmente la preparazione non è stata quella che avevamo immaginato a inizio stagione, quindi l’obiettivo è affrontare una gara regolare e mettere la nostra esperienza al servizio della squadra».
Lei sarà contemporaneamente atleta e capo équipe. Come vivrà questa doppia responsabilità?
«Cercherò di dare il mio contributo all’Italia in entrambi i ruoli. Come atleta voglio fare il meglio possibile con Nando; come capo équipe sarò al fianco degli altri azzurri, cercando di mettere a disposizione la mia esperienza. Sarà un Mondiale da affrontare insieme».
Ha ricordato più volte le persone che l’hanno aiutata a essere qui. A chi va il suo ringraziamento?
«Al gruppo medico che mi ha seguito, innanzitutto. Ho incontrato una disponibilità straordinaria: hanno trovato spazio per visite e controlli anche durante il periodo delle vacanze. Poi ci sono tutte le persone che mi hanno sostenuto quotidianamente, a casa e in scuderia, e chi ha continuato a occuparsi della preparazione di Nando. Questa partenza appartiene anche a loro».
Dopo un percorso tanto difficile, quale sarà il senso più profondo del suo Mondiale?
«Dare un contributo alla squadra italiana e, nello stesso tempo, riconoscere il lavoro di chi mi ha accompagnato durante ogni fase del recupero. Ritengo che dare questa soddisfazione a Ircolando B, alias Nando, e a tutto il team che mi ha supportato sia la ragione per cui siamo qui oggi».
Ringraziamo Roland Morat che ha raccolto l’intervista.























